Vedretta di Tessa Toponimi: Texelferner; Gruppo Montuoso: Alpi Venoste Numero ghiacciaio: CGI-829 Bacino idrografico: Senales, Adige Coordinate UTM: Tipo: Circo Esposizione Prevalente: Nord Ritiro ultimo anno: -19m Ritiro dal 2013: -37m Note: Il piccolo ghiacciaio prende origine dal versante nord di cima Tessa ed è diviso in due apparati, quello sulla destra orografica sembra destinato ad estinguersi. Altre due piccole vedrette a est scendono da Monte Rosso verso la Valle di Fosse e la Val Senales.
Altre immagini
2016
Immagini storiche
1982
2015
(Operatori: Benetton S.)
La copertura di neve fresca di 20 centimetri alla fronte ha condizionato la misurazione. Il ghiacciaio appare in appiattimento e riduzione della sua larghezza all’uscita dalle pareti che nella parte superiore ne limitano i bordi laterali. Sono presenti nuovi crepacci sulla parte sinistra idrografica, con andamento longitudinale e trasversale rispetto al corpo glaciale. La lingua monitorata appare in continuo e significativo arretramento, con formazione di una notevole frattura trasversale a circa 14 metri dalla sua terminazione, che con probabilità in uno o due anni ne determinerà il distacco.
2016
(Operatori: Benetton S.)
Continua la generale riduzione: impossibile effettuare una misura di variazione lineare in corrispondenza della fronte principale a causa della notevole copertura detritica ed appiattimento della terminazione glaciale. La misura assunta è stata effettuata perciò più a monte, in corrispondenza del lobo che sulla sinistra idrografica risulta avere un’attività molto più dinamica rispetto alla bordo frontale centrale. Da rilevare la evoluzione continua del paesaggio proglaciale a causa delle dinamiche evolutive della massa gelata e, conseguentemente, dal detrito morenico. La maggior parte del materiale morenico galleggiate, in evidente continuo aumento, proviene principalmente da fenomeni di crollo dalle alte pareti della cresta che separa la vedretta della Croda Rossa da quella di Tessa. L’abbondanza del detrito non permette più il riconoscimento del margine inferiore del settore frontale, evolvendo gradualmente, per quanto riguarda i settori più distali e prospicienti le pareti rocciose, da ghiacciaio ricoperto da detrito a falda detritica, con nucleo di ghiaccio morto.
2006
2009
2017
(Operatori: Benetton S.)
CIn generale, è parsa evidente una situazione di riduzione complessiva della massa, cui si accompagna una sempre maggiore estensione delle aree di morena galleggiante, anche nei settori inferiori e frontali. L’intero bacino risultava nel complesso in una fase di generale deglaciazione. La presenza della neve fresca non ha consentito una valutazione della presenza di neve vecchia e della estensione di eventuali aree di nevato. E’ stata confermata la dinamica evolutiva della morfologia del settore frontale, caratterizzata soprattutto da un evidente restringimento in sinistra idrografica. Significativo l’arretramento, la diminuzione areale e la perdita di spessore del corpo glaciale. In sinistra idrografica è stata verificata la presenza di una piccola nicchia di crollo ed un minor numero di crepacci rispetto allo scorso anno. Spessore della fronte è stato valutato attorno ai 2 metri. Riguardo al margine proglaciale, da segnalare il rimaneggiamento della morena di fondo all’interno della morena frontale degli anni Ottanta, in fase di erosione a causa dell’azione del torrente proglaciale che ora prende avvio più a monte e che evidenziava una fase di notevole approfondimento. Riguardo alle misure frontali, non è stato possibile effettuare quella in corrispondenza della fronte principale a causa della notevole copertura detritica a cui si è aggiunto un notevole assottigliamento dello spessore del ghiaccio. Di conseguenza la misura è stata effettuata più a monte, in corrispondenza del lobo che sulla sinistra idrografica risulta avere un’attività più dinamica rispetto a quello suddetto.