Vedretta di Tessa Toponimi: Texelferner; Gruppo Montuoso: Alpi Venoste Numero ghiacciaio: CGI-829 Bacino idrografico: Senales, Adige Coordinate UTM: Tipo: Circo Esposizione Prevalente: Nord Ritiro ultimo anno: -99m Note: Il piccolo ghiacciaio prende origine dal versante nord di cima Tessa ed è diviso in due apparati, quello sulla destra orografica sembra destinato ad estinguersi. Altre due piccole vedrette a est scendono da Monte Rosso verso la Valle di Fosse e la Val Senales.
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Altre immagini
2016
Immagini storiche
1982
2015
(Operatori: Benetton S.)
La copertura di neve fresca di 20 centimetri alla fronte ha condizionato la misurazione. Il ghiacciaio appare in appiattimento e riduzione della sua larghezza all’uscita dalle pareti che nella parte superiore ne limitano i bordi laterali. Sono presenti nuovi crepacci sulla parte sinistra idrografica, con andamento longitudinale e trasversale rispetto al corpo glaciale. La lingua monitorata appare in continuo e significativo arretramento, con formazione di una notevole frattura trasversale a circa 14 metri dalla sua terminazione, che con probabilità in uno o due anni ne determinerà il distacco.
2016
(Operatori: Benetton S.)
Continua la generale riduzione: impossibile effettuare una misura di variazione lineare in corrispondenza della fronte principale a causa della notevole copertura detritica ed appiattimento della terminazione glaciale. La misura assunta è stata effettuata perciò più a monte, in corrispondenza del lobo che sulla sinistra idrografica risulta avere un’attività molto più dinamica rispetto alla bordo frontale centrale. Da rilevare la evoluzione continua del paesaggio proglaciale a causa delle dinamiche evolutive della massa gelata e, conseguentemente, dal detrito morenico. La maggior parte del materiale morenico galleggiate, in evidente continuo aumento, proviene principalmente da fenomeni di crollo dalle alte pareti della cresta che separa la vedretta della Croda Rossa da quella di Tessa. L’abbondanza del detrito non permette più il riconoscimento del margine inferiore del settore frontale, evolvendo gradualmente, per quanto riguarda i settori più distali e prospicienti le pareti rocciose, da ghiacciaio ricoperto da detrito a falda detritica, con nucleo di ghiaccio morto.
2006
2009
2017
(Operatori: Benetton S.)
In generale, è parsa evidente una situazione di riduzione complessiva della massa, cui si accompagna una sempre maggiore estensione delle aree di morena galleggiante, anche nei settori inferiori e frontali. L’intero bacino risultava nel complesso in una fase di generale deglaciazione. La presenza della neve fresca non ha consentito una valutazione della presenza di neve vecchia e della estensione di eventuali aree di nevato. E’ stata confermata la dinamica evolutiva della morfologia del settore frontale, caratterizzata soprattutto da un evidente restringimento in sinistra idrografica. Significativo l’arretramento, la diminuzione areale e la perdita di spessore del corpo glaciale. In sinistra idrografica è stata verificata la presenza di una piccola nicchia di crollo ed un minor numero di crepacci rispetto allo scorso anno. Spessore della fronte è stato valutato attorno ai 2 metri. Riguardo al margine proglaciale, da segnalare il rimaneggiamento della morena di fondo all’interno della morena frontale degli anni Ottanta, in fase di erosione a causa dell’azione del torrente proglaciale che ora prende avvio più a monte e che evidenziava una fase di notevole approfondimento. Riguardo alle misure frontali, non è stato possibile effettuare quella in corrispondenza della fronte principale a causa della notevole copertura detritica a cui si è aggiunto un notevole assottigliamento dello spessore del ghiaccio. Di conseguenza la misura è stata effettuata più a monte, in corrispondenza del lobo che sulla sinistra idrografica risulta avere un’attività più dinamica rispetto a quello suddetto.
2018
(Operatori: Benetton S.)
In generale, è parsa evidente una situazione di riduzione complessiva della massa, cui si accompagna una sempre maggiore estensione delle aree di morena galleggiante, anche nei settori inferiori e frontali. L’intero bacino risultava nel complesso in una fase di generale deglaciazione. La presenza della neve fresca non ha consentito una valutazione della presenza di neve vecchia e della estensione di eventuali aree di nevato. E’ stata confermata la dinamica evolutiva della morfologia del settore frontale, caratterizzata soprattutto da un evidente restringimento in sinistra idrografica. Significativo l’arretramento, la diminuzione areale e la perdita di spessore del corpo glaciale. In sinistra idrografica è stata verificata la presenza di una piccola nicchia di crollo ed un minor numero di crepacci rispetto allo scorso anno. Spessore della fronte è stato valutato attorno ai 2 metri. Riguardo al margine proglaciale, da segnalare il rimaneggiamento della morena di fondo all’interno della morena frontale degli anni Ottanta, in fase di erosione a causa dell’azione del torrente proglaciale che ora prende avvio più a monte e che evidenziava una fase di notevole approfondimento. Riguardo alle misure frontali, non è stato possibile effettuare quella in corrispondenza della fronte principale a causa della notevole copertura detritica a cui si è aggiunto un notevole assottigliamento dello spessore del ghiaccio. Di conseguenza la misura è stata effettuata più a monte, in corrispondenza del lobo che sulla sinistra idrografica risulta avere un’attività più dinamica rispetto a quello suddetto.
2019
(Operatori: Benetton S.)
Perdita di spessore e restringimento della larghezza del corpo glaciale. Misura assunta dopo 13 anni in corrispondenza della fronte principale, nonostante la copertura detritica e l’appiattimento della terminazione glaciale. La fronte è riconoscibile quest’anno grazie alla presenza di una piccola falesia alta circa 2 metri e larga 10 metri, che spicca rispetto alla notevole copertura detritica ricoprente il restante settore inferiore del ghiacciaio. Visibilità mediocre a causa della copertura nuvolosa. Nel settore inferiore del ghiacciaio non è presente nevato invernale. Chiazze di neve invernale presenti in destra idrografica fino a valle della fronte, protette dalle pareti rocciose. Restringimento del ghiacciaio nel settore centrale a causa dell’ampliamento del lineamento roccioso in sinistra orografica. Presenza di frane cadute sul settore superiore del ghiacciaio, originatesi dalla parete sommitale della cima di Tessa. Abbondante copertura detritica anche nel settore inferiore e centrale del ghiacciaio
2020
(Operatori: Benetton S., Toro M.)
Stato ghiacciaio: La parte alta del circo risulta coperta di detriti, così come la zona di ablazione; la soglia rocciosa a quota 3100 m interrompe quasi completamente la continuità del corpo glaciale. In destra idrografica è presente del nevato, protetto dalle sovrastanti pareti rocciose, che si raccorda alla parte centrale del ghiacciaio. Alla base delle pareti rocciose in sinistra idrografica il ghiacciaio è quasi completamente mascherato al di sotto delle falde detritiche. Crepacci: Nella zona del circo, attorno al contrafforte roccioso che lo delimita verso valle, presenti crepacci trasversali. Grosso crepaccio ad imbuto nella zona frontale. Morene e detrito: I detriti risultano presenti in maniera diffusa nella parte alta del circo glaciale, alla base delle pareti rocciose in sinistra idrografica, nella porzione centrale del ghiacciaio e nella fascia altimetrica compresa tra quota 2900 m e la fronte attuale. Fronte: Fronte mascherata quasi totalmente dal detrito. La fronte viene misurata nella porzione che discende più a valle, e risulta sepolta sotto i detriti dai quali sporadicamente emergono limitate falesie di ghiaccio alte circa un metro. Alla sua base è presente lo scaricatore principale. Acque: Deflusso idrico e torbidità elevati. Il torrente proglaciale principale raccoglie anche le acque provenienti dal settore occidentale. Non si osservano bedières.
2022
(Operatori: Toro M.)
Stato ghiacciaio: forte riduzione: la parte del circo glaciale nel settore sommitale del ghiacciaio al di sopra della soglia rocciosa situata a 3100 m circa risulta completamente coperta di detriti, così come la zona di ablazione; tale soglia interrompe quasi completamente la continuità del corpo glaciale, lasciando solo un lembo glaciale in destra idrografica che garantisce la continuità tra i due settori, vicini alla separazione. In destra idrografica è presente della neve invernale, protetta dalle sovrastanti pareti rocciose. Crepacci: Visibili nel corpo glaciale, sia longitudinali che trasversali. Nella zona in cui la fronte immerge al di sotto della coltre detritica, sono visibili alcuni crepacci longitudinali ed alcune bedières. Morene e detrito: i detriti risultano coprire il ghiacciaio nella parte più alta del bacino; essi sono presenti in maniera diffusa in sinistra idrografica, mentre in destra si concentrano maggiormente in corrispondenza degli sbocchi dei canaloni fra le pareti rocciose. Nella parte terminale formano un potente corpo che consente al ghiacciaio di affiorare solo in zone limitate. Fronte: sepolta dal detrito e frastagliata. Rilevata la presenza di limitate falesie alte circa 1,5 m e di piccole trincee, oltre che tracce di fenomeni di crollo di una cavità glaciale. La posizione della fronte è stata stabilita grazie all’incisione operata da alcune bedière che mettono in luce la presenza di ghiaccio sotto al detrito. Acque: lo scaricatore principale emerge da una cavità posta in sinistra idrografica. I torrenti secondari sorgono dai detriti in destra idrografica. Torbidità e portata limitate.