Ghiacciaio delle Frane Toponimi: Steinschlagferner; Gruppo Montuoso: Alpi Venoste Numero ghiacciaio: CGI-805 (I4L00113110) Bacino idrografico: Senales, Adige Coordinate UTM: 32TPS 3300 8235 Tipo: Ghiacciaio montano, circo Esposizione Prevalente: Est Ritiro ultimo anno: non rilevabile Ritiro dal 2005 al 2106: -190m Note: Caratteristico ghiacciaio di circo contenuto in un ampio catino delimitato dalla cresta tra Cima Oberettes e Cima della Sorgente. Fluisce in direzione est verso la Val Senales.
2013
(Operatori: Polato A., Todaro A.)
Il ghiacciaio , ricoperto da abbondanti quantità di nevato della stagione 2012/2013 e da neve fresca caduta nella prima metà di settembre, appare comunque in riduzione nello spessore, più evidente nella fronte, in gran parte ricoperta di materiale morenico di dimensioni medio - grosse. Le misurazioni in alcuni punti sono risultate dubbie o indefinibili.
2012
(Operatori: Polato A., Todaro A.)
Il ghiacciaio mostra una forte riduzione della parte scoperta, dovuta anche alla caduta di diverse frane di grosse dimensioni, in particolare sulla parte sinistra orografica. La fronte, soprattutto verso le estremità dx e sx, è coperta da abbondante quantità di materiale morenico. Rispetto all'anno precedente, anche ad occhio nudo, si nota una notevole riduzione , sia in lunghezza che in spessore.
2011
(Operatori: Caneppele S., Polato A., Todaro A.)
E' ben visibile una grande quantità di materiale morenico sulla parte medio-bassa del ghiacciaio che ricopre le varie lingue per diverse decine di metri. Non si tratta comunque di parti di ghiaccio "morto", in quanto non ancora staccatesi dal corpo principale. Nel settore centrale la grande finestra rocciosa che taglia verticalmente il ghiacciaio appare ampliatasi.
2010
(Operatori: Polato A., Todaro A.)
La reale variazione di tutta fronte non è esattamente determinabile per la presenza di nevato su gran parte dell'area frontale. E' ben visibile una discreta quantità di materiale morenico sulla parte bassa del ghiacciaio. Nel settore centrale la grande finestra rocciosa appare ampliatasi. Consistente è la presenza di neve vecchia e di nevato di più anni (3/4) che copre gran parte del ghiacciaio e si spinge fin sotto le pareti delle Cime della Sorgente, in alto, mentre, sulla fronte, negli stretti impluvi frontali ben al di sotto della fronte stessa. Tale fatto sembra favorevole alla conservazione della massa glaciale.
2009
(Operatori: Greco G.)
Al momento del sopralluogo (18 agosto) per la presenza di nevato vecchio anche nell’ area frontale, le misurazioni sembrano simili a quelle del 2008. Si intravedono numerosi crepacci e copertura morenica su gran parte del ghiacciaio. L’ aumento dell’ affioramento roccioso nella zona centrale fa presupporre una riduzione di massa. Si nota una forte presenza di nevato nella parte alta e sotto le pareti della Cima della Sorgente che potrebbe preservare in parte il ghiacciaio dalla continua regressione.
2009
(Operatori: Bruschi P., Greco G.)
La presenza di un leggero strato di neve fresca ha condizionato in parte la valutazione generale, comunque appare evidente il continuo e graduale arretramento delle fronti, specie nel settore centrosinistro e riduzione dello spessore della massa. Il ritrovamento del segnale storico del 1980 (FS80m54) ha consentito di valutare, in modo approssimativo, in 600 m l’arretramento del ghiacciaio negli ultimi 28 anni
Altre immagini
Immagini storiche
1982
2007
2005
2006
2014
(Operatori: Greco G., Le Pera L.)
Il ghiacciaio presenta una riduzione limitata grazie al vecchio nevato, presente al 90%, e alle valanghe staccatesi dalle pareti rocciose circostanti. In corrispondenza della fronte si sta accumulando molto materiale morenico e grandi massi che potrebbero risultare estremamente dannosi. La bassa temperatura riduce la portata di acqua dai torrentelli che fuoriescono dalle tre lingue.
2015
(Operatori: Greco G., Teti B.)
Il ghiacciaio appare in forte riduzione complessiva riguardo allo spessore, nonostante il ritiro quasi nullo delle fronti. Sempre maggiore la copertura di materiale detritico ed una marcata riduzione di spessore, fatto che contribuisce in parte a spiegare il dato di variazione frontale misurato, apparentemente anomalo. Nel settore inferiore della lingua centrale si vanno delineando una serie (quattro) di morene mediane, a testimonianza delle correnti di flusso della massa gelata, ormai non più attive; molto limitate di estensione le aree di nevato e generalmente localizzate ai piedi delle pareti rocciose. Alla fronte principale è stata osservata la formazione di coni di materiale fine, con nucleo di ghiaccio, un aspetto che prova l’entità della fusione in questo settore. Ulteriore testimonianza della diminuzione della massa era data dall’aumento delle aree crepacciate e delle finestre rocciose centrali. Il giorno del sopralluogo è stata osservata una notevole portata dei torrenti glaciali a causa della intensa fusione in atto.
2016
(Operatori: Greco G., Le Pera L.)
il ghiacciaio, in forte riduzione complessiva riguardo allo spessore, nonostante il ritiro quasi nullo delle fronti, continua ad essere coperto da abbondante materiale morenico. Nella parte superiore la presenza di nevaio vecchio lo copre del circa 25% della superficie. La presenza di crepacci è molto evidente anche se coperti da un leggero strato di neve fresca. La fuoriuscita di acqua dai torrenti formatisi dalle varie lingue è notevole; in aumento le varie morene, specialmente le due della destra orografica.
2016
2017
(Operatori: Greco G., Le Pera L.)
Purtroppo la presenza di una abbondante copertura di neve fresca (caduta alcune settimane fa) non ha permesso di fare i rilevamenti, anche perché le basse temperature degli ultimi giorni che hanno conservato il manto nevoso, lo hanno reso gelato e non sondabile.