Vedretta del Forno Toponimi: Ofenwand Ferner; Gruppo Montuoso: Ortles - Cevedale Numero ghiacciaio: CGI-746 (I4L00112304) Bacino idrografico: Lasa, Adige Coordinate UTM: 32TPS 2685 5560 Tipo: Ghiacciaio montano, circo Esposizione Prevalente: Nord-Est Ritiro ultimo anno: -18m Ritiro dal 2012: -84m Note: Ghiacciaio di piccole dimensioni inserito nel circo compreso fra la cresta dell’ Angelo Grande e la Croda del Forno, terminante con una lingua sfociante verso la valle di Lasa
Altre immagini
Immagini storiche
1979
2006
2007
Uno spessore di alcuni centimetri di neve recente irregolarmente distribuita non cela la gravità della situazione. Il ghiacciaio, nonostante il continuo smagrimento e l'assottigliamento ai lati, mantiene ancora la sua unità; l'apparato continua a mostrare due segni involutivi importanti: la perdita ingente di spessore e la tendenza, per il futuro, al distacco della lingua dal bacino collettore. Questi aspetti paiono ancor più aggravati dal sollevamento di quasi tutta la porzione frontale del ghiacciaio dal letto roccioso. La copertura morenica è particolarmente abbondante ai lati del ghiacciaio, sotto le pareti NE ed E della cresta N dell'Angelo Grande e sotto la parete E della Croda del Forno - Ofenwand, tanto da costituire forte pericolo di scariche. L'intera superficie del ghiacciaio è solcata da bedières di varie dimensioni, che, però, al momento del sopralluogo, sono completamente asciutte, essendo assente ogni forma d'ablazione.
2012
(Operatori: Scaltriti A.)
Il ghiacciaio , nonostante il continuo smagrimento ai lati, mantiene ancora la sua unità, anche se si ipotizza, per il futuro, la tendenza al distacco della lingua dal bacino collettore. La copertura morenica appare particolarmente abbondante ai lati sotto la parete NE della cresta N dell’ Angelo Grande e sotto la parete E della Croda del Forno. Quasi nullo è la presenza di neve vecchia.
2010
(Operatori: Scaltriti A.)
L’apparato continua a mostrare la perdita di spessore e la tendenza al distacco della lingua dal bacino collettore. Quasi l’ intera porzione frontale, in evidente arretramento, risulta sollevata dal letto roccioso, indice di grave involuzione dell’apparato. La copertura morenica è particolarmente abbondante ai lati del ghiacciaio, con forti scariche dalle pareti della cresta nord dell’Angelo Grande e dalla Croda del Forno. La superficie è solcata da bedieres che originano un notevole torrente. Nulla è la presenza di neve vecchia.
2009
(Operatori: Scaltriti A.)
Il ghiacciaio mostra evidenti segni di riduzione di spessore soprattutto ai lati e sulla fronte: si prevede in futuro il distacco della lingua dal bacino collettore. Copertura morenica abbondante e superficie solcata da bedieres di varie dimensioni.
2008
(Operatori: Scaltriti A.)
2005
Il bilancio annuale appare gravemente deficitario. Il ghiacciaio, ricoperto da un leggero spessore di neve recente irregolarmente distribuita, nonostante il continuo smagrimento e l’assottigliamento ai lati, mantiene ancora la sua unità; continua a mostrare perdita ingente di spessore; la copertura morenica, particolarmente abbondante, costituisce forte pericolo di scariche. L’intera superficie del ghiacciaio è solcata da bedières di varie dimensioni, che, però, al momento del sopralluogo, sono completamente asciutte, essendo assente ogni forma d'ablazione; tracce di neve vecchia sono alloggiate solo sotto le pareti e i versanti più acclivi esposti a nord.
2013
(Operatori: Scaltriti A.)
Il bilancio annuale appare in sostanziale pareggio: Il ghiacciaio, nonostante il continuo smagrimento, la perdita ingente di spessore e l’assottigliamento ai lati, mantiene ancora la sua unità; la copertura morenica è particolarmente abbondante, tanto da costituire forte pericolo di scariche. L’intera superficie del ghiacciaio, coperta da un leggero spessore di neve recente, è solcata da bedières di varie dimensioni, completamente asciutte al momento del sopralluogo, essendo assente ogni forma d'ablazione.
2014
(Operatori: Scaltriti A.)
Il ghiacciaio, nonostante il continuo smagrimento e l’assottigliamento ai lati, mantiene ancora la sua unità; continua a mostrare perdita ingente di spessore, tanto da far comparire buchi da cui emerge il letto roccioso sottostante: ciò sarà causa, continuando così le cose, di una perdita plurimetrica di ghiaccio quando avverrà il distacco della parte più avanzata della lingua, che, data la sua ripidezza, negli ultimi anni non è arretrata sul piano lineare ma ha perso gran parte dello spessore; la copertura morenica laterale è particolarmente abbondante, tanto da costituire forte pericolo di scariche, per il disgelo che mobilizza i massi poggianti sul ghiaccio ripido della lingua. L’intera superficie del ghiacciaio è solcata da bedières di varie dimensioni, che, al momento del sopralluogo, mostrano il proseguimento dell'attività d'ablazione.
2016
(Operatori: Scaltriti A.)
2016
Il ghiacciaio, nonostante il continuo smagrimento e l’assottigliamento ai lati, ha mantenuto ancora la sua unità. Nel suo insieme, la massa ha continuato a mostrare perdita ingente di spessore: ciò sarà causa, continuando così le cose, di una perdita plurimetrica di ghiaccio quando avverrà il distacco della parte più avanzata della lingua, che, data la sua ripidezza, negli anni precedenti non era arretrata sul piano lineare, come invece, da due anni a questa parte, è avvenuto. Particolarmente abbondante la copertura morenica laterale, tanto da costituire forte pericolo di scariche che si sono verificate anche al momento dei rilievi, per il disgelo che ha messo in movimento i massi poggianti sul ghiaccio ripido della lingua. Il settore centrale presentava ancora una morfologia di superficie caratterizzata da molti crepacci.
2018
(Operatori: Scaltriti A.)