Ghiacciaio del Cevedale Toponimi: Zufall Ferner, Vedretta del Cevedale; Gruppo Montuoso: Ortles - Cevedale Numero ghiacciaio: CGI-732 (I4L00112126) Bacino idrografico: Plima, Adige Coordinate UTM: 32TPS 4261 4642 Tipo: Ghiacciaio vallivo, bacino semplice Esposizione Prevalente: Est Ritiro dal 2013: -180m Note: Assieme alla vicina Vedretta della Forcola, rappresenta uno dei ghiacciai più caratteristici della Val Martello. Scende come una grande fiumana gelata dalla Zufall Spitze, seconda cima del Monte Cevedale, la montagna più glacializzata dell'intero gruppo montuoso. Durante la Piccola Età Glaciale, alla metà del XIX° secolo, la sua lingua superava il grande salto roccioso sulla destra della valle, arrivando a sbarrarne completamente il fondo e dando origine ad un lago glaciale oggi scomparso.
Continua la fase di riduzione di questo ghiacciaio soprattutto nel settore frontale. Dalla fronte fuoriesce l’acqua di fusione che alimenta il laghetto proglaciale sottostante.
2010
(Operatori: Bruschi P.)
Definitivamente staccato dalla vedretta della Forcola per mezzo dello sperone roccioso che scende dall’antecima orientale del Cevedale e da un cordone morenico, l’ apparato mostra un evidente arretramento della fronte, evidenziato dal laghetto formatosi nella valletta sottostante. In aumento la crepacciata nel cambio di pendenza in prossimità dell’ imbuto dove la lingua di sinistra si spinge nella zona sottostante.
2009
(Operatori: Bruschi P.)
Dopo diversi anni sono riprese le osservazioni di questo ghiacciaio da parte del Servizio Glaciologico Alto Adige. L'aspetto più evidente dell'arretramento in atto era osservabile nell'ampio margine frontale, lasciato libero dalla fronte in continuo e consistente ritiro. La zona centrale, pianeggiante, risultava caratterizzata da un sistema di piccoli canali, che a tratti davano luogo a pozze di scarsa profondità, ma che in periodo di forte fusione hanno potuto formare un piccolo lago. Poco più a monte era presente una grande quantità di morena che potrebbe racchiudere un nucleo di ghiaccio.
2005
(Operatori: Belli L., Mauro G.)
Altre immagini
2013
2003
2009
2011
2012
2016
Notevole riduzione complessiva, associata a perdita di spessore: sulla sinistra idrografica del grande costone roccioso, sino a pochi anni fa coperto dal ghiaccio, scende sino al piano sottostante una lingua di ghiaccio larga una decina di metri, che si espande raggiunto il pianoro per una cinquantina di metri di larghezza. La sua fronte è coperta da detriti di media e piccola dimensione. Al centro si apre una piccola porta, da dove esce il torrente glaciale. La posizione della fronte risulta vicina al notevole cambio di pendenza del letto roccioso da cui scende la stretta lingua di ghiaccio, e sopra il quale, con l’attuale ritmo di ritiro, potrebbe posizionarsi tra pochi anni. Sempre più ridotta anche la piccola lingua che si stacca alla sinistra del bacino nella sua parte medio alta, dove sono presenti tracce di frane recenti.
2016
(Operatori: Benetton S.)
2016
2003
Notevole riduzione complessiva, associata a perdita di spessore. L’esile lingua di ghiaccio che scendeva sulla sinistra idrografica del grande gradino roccioso trasversale, sino a pochi anni fa coperto dal ghiaccio, si era ritirata quasi del tutto al di sopra di tale salto di roccia. Nella vasta piana sottostante rimaneva un lembo di ghiaccio morto e blocchi di ghiaccio isolati, fino ad 1-2 metri cubi di grandezza ciascuno, crollati dalla seraccata terminale. Il torrente proglaciale presentava una notevole portata. E’ prevedibile che la posizione in cui verrà a trovarsi la fronte richiederà di aggirare il ripido gradino roccioso per compiere le misurazioni, con conseguente difficoltà di accesso e con la necessità di apporre nuovi segnali di riferimento
2017
(Operatori: Benetton S.)
Riduzione volumetrica del ghiaccio, specialmente nel settore frontale, il cui margine è comunque arretrato molto poco rispetto alla posizione dello scorso anno. Più vistoso il restringimento laterale della fronte. Il ghiacciaio presentava solo una limitata area di nevato alle quote più elevate, per cui era facilmente deducibile il forte impatto negativo per il bilancio di massa dell’annata. Il settore vallivo centrale mostrava una morfologia ancora convessa, con una pendenza in diminuzione al di sopra del ripido salto roccioso che caratterizza il letto. Molto ridotto di superficie e di volume anche il piccolo lobo debordante dalla fiancata roccio, verso la Vedretta Lunga. Il settore sinistro della fronte si presentava sospeso sul ripido canalino, con blocchi di ghiaccio e roccia sovraimposta in pericolo di crollo. La nuova posizione della fronte richiederà di aggirare il ripido gradino roccioso per compiere le misurazioni. Molto in evoluzione il settore proglaciale, sia per il rimaneggiamento del materiale detritico che per la formazione di numerosi piccoli laghi inframorenici, uno dei quali a contatto col margine del ghiaccio. Il torrente proglaciale presentava una notevole portata che testimoniava della forte ablazione in atto.
2018
(Operatori: Benetton S.)